Croce e Basue a Pietra Ligure – Invasioni digitali bis

Altro appuntamento con le Invasioni Digitali. (svolta il 6 giugno)

Questa volta andremo in cima al monte alle spalle di Pietra Ligure in Liguria dove si trova uno dei simboli della nostra città.

La Croce simbolo della nostra cittadina alta sette metri e larga tre, costruita dopo la peste del 1525. Insieme al Sig. Cenere rivivremo notti di plenilunio con streghe e magia tramite i suoi dettagliati racconti.

Gli hashtag dell’invasione saranno:

#MonumentsMenWe

#visitpietraligure

#Croce

Invasori: il team di Visit Pietra Ligure

La Rocca delle Fene (la cui etimologia equivale a “rocca delle capre selvatiche”, in dialetto “fé”) sorgeva a 190 m. sul livello del mare nella zona nord del Trabocchetto ed era formata, geologicamente, da quarzo, feldspati, quarziti biancastre e verdoline e da calcari aventi sulla sommità marmi rosati.
Alcune cave, fra cui la cava dei Pegollo dal 1920 circa, e successivamente, l’Italcementi, dal 1932 al 1960, la fecero sparire completamente per ricavarne marmo e cemento. In questa rocca esistevano alcune grotte, la più importante delle quali è cosi descritta dal Prof. Piero Baroncelli: “Stretta spaccatura all’ingresso; corridoio strettissimo, discendente per m. 22, quindi orizzontale per altri 6 metri. Altra spaccatura al 20° metro, lunga m. 7. Il suolo è ovunque cosparso di massi con terriccio, ricco di frammenti carboniosi e di ossa tagliate. Il rinvenimento di una lama di selce scura con venature chiare, lunga cm. 20 ed accuratamente lavorata, e di ossa umane nello stesso punto, fanno ritenere l’anfratto un deposito sepolcrale. Detta lama potrebbe risalire al tempo della ceramica della Lagozza, cioè tra gli anni 2200 e 1700 avanti Cristo”.
Nel 1880 la grotta della Rocca delle Fene venne scientificamente esplorata dal pietrese Prof. Canonico Nicolò Morelli, che scoperse, oltre a reperti preistorici, tombe romane di età imperiale. Dal citato paleontologo apprendiamo inoltre che ivi esistesse, come in un’altra località del Trabocchetto, una “necropoli” risalente all’età del ferro e uno degli insediamenti più antichi (VIII – VII secolo A.C.) che si conoscano e a cui si possa attribuire il nome di “castellaro”.
La grotta della Rocca delle Fene non deve essere confusa con le grotte de “La Pietra”, così definite dal prof. Issel: “Tre piccole caverne che si trovavano alle falde del Monte Trabocchetto, a 11 metri circa di altezza sull’attuale livello del mare e che furono quasi completamente distrutte in occasione della costruzione della variante della via Aurelia”.
Antichi racconti, tramandati oralmente da vecchi pietresi, narrano di “Basue” (streghe) che “allestivano infernali riti a suon di corni e di triviali ed inumani canti”.
Di queste leggende scrivono sia Giacomo Accame (vedere pagina allegata) che Don G. Guaraglia nel suo carme in sestine “Castrum Petrae” , anch’esso allegato.
(Dati ricavati da “Storia di Pietra Ligure” di A. Accame,1981, da “Pietra Ligure e la Val Maremola dalla preistoria alla storia ” di G. Odetti, 1996 e da “Castrum petrae” di Don G. Guaraglia, 2012).

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